lunedì 3 settembre 2012

Mio inverno (2009)


E' un inverno lungo anni,
il chiarore non riscalda,
il chiarore è solo gelo.
Almeno
scie di sale sulla mia faccia
muovono questo silenzio.





Incontenibile, incontrollabile
indifferenti gli argini,
devasta, scavalca, distrugge, elimina,
furioso annulla,
impetuoso sovrasta.
Strappate le vesti, privata di sogni,
spogliata di tutto, oggi lo so,
guardo...
il fiume.
Guardo il fiume inarrestabile
che impazzito gioca con la mia fine.

Nonamore (2009)


Non mi toccare
conosco il mio pianto.

Il nonamore mi salva,
mi rende muta,
appanna i sensi,
mi allontana.

Sono lontana da troppo
non ricordo da cosa,
lontana da me
e non sento dolore.
Lontana da me,
in asettica quiete.

Lontana da me nessun dolore,
nessun pericolo.

Il nonamore mi culla,
mi circonda, mi avvolge,
mi veste di patina scivolosa,
perfetta,
sicura.
Il nonamore mi protegge.

Nel tempo scaduto (marzo 2009)


Continuo come se non fossi io
a camminare su un filo.

Continuo come se non fossero la mie mani a ferirsi,
a consumarsi.

Continuo
a scambiare un pezzo di corpo con un finto tepore,
a offrire un cuore in cambio di poco,
in cambio di niente.

Continuo in bilico
tra il bene e il male
tra esserci e non esserci
tra possibile e impossibile.
Continuo,
ma forse non sono io.

La resa


Capita a volte che il silenzio
sia più importante delle parole,
o forse le parole sono finite,
oppure capita che sia la rabbia più fievole,
o la stanchezza, la padrona.

E' giunta l'ora della resa,
il momento piu alto.
Arrendersi e non vincere,
atto solenne.
Regina di niente,
depongo le armi e mi siedo,
aspetto,
ferma
come un sasso nel fiume.

Lascio che l'acqua veloce
consumi gli spigoli.


Pensiero luglio 2009


Vorrei quello che vorrei
vorrei
vorrei
vorrei.
Vorrei e non ho.
Vorrei e non avrò.

Aspetto che arrivi il sonno
che arrivi il giorno
aspetto.
Sto ferma e aspetto.

Troppo tardi


Troppo tardi per l'incanto
preferisco il disincanto.
Troppo tardi per sognare,
per un cuore pulito
un cerchio perfetto
un lento respiro.
Troppo tardi, mosse inutili
non guardo indietro
non guardo avanti.

FALCIO OMBRE
FALCIO IL NULLA.

Il nulla mi assale, mi circonda,
si fa corpo, mi possiede
si fa bocca, mi divora
lingua di fuoco
gela il mio sangue.
Domattina
lecco i tagli, lavo il corpo.
Domattina sono forte
falcio ancora questo nulla.
E fanculo!


(Pensiero del 2009)